Android su HTC Diamond
Uno smartphone capace di avviare due sistemi operativi sembrava qualcosa di inimmaginabile?
Bene, tutto è già realtà grazie allo splendido lavoro svolto da diverse community che hanno come obiettivo il porting dell’ormai affermatissimo Android verso le architetture più svariate.
In rete si trovano diversi package che consentono di avviare Android molto facilmente sull’HTC Diamond e tutti si [...]
Uno smartphone capace di avviare due sistemi operativi sembrava qualcosa di inimmaginabile?
Bene, tutto è già realtà grazie allo splendido lavoro svolto da diverse community che hanno come obiettivo il porting dell’ormai affermatissimo Android verso le architetture più svariate.
In rete si trovano diversi package che consentono di avviare Android molto facilmente sull’HTC Diamond e tutti si basano sullo stesso criterio: si avvia Android facendo partire un’applicazione per Windows Mobile e cioè HaRET. Si potrebbe pensare che questa sia un emulatore ma, in realtà, l’applicazione svolge la funzione di un bootloader. In pratica HaRET (Handheld Reverse Enginering Tools) è un tool che consente di avere l’accesso completo all’hardware dell’HTC Diamond per fargli eseguire delle istruzioni fornite a riga di comando. Il set d’istruzioni che deve eseguire si trova in un file di testo (startup.txt) che HaRET interpreta ed è li che si imposta il kernel da avviare, cioè quello di Android (zImage). Oltre a scegliere il kernel da caricare al riavvio dello smartphone, nel file di startup si possono impostare la quantità di memoria da utilizzare, calibrare il touchscreen, fornire istruzioni per il risparmio energetico, impostare la tastiera a video e molto altro ancora.
Il doppio sistema operativo, quindi, non si ottiene con un vero e proprio dual boot perché per avviare Android è necessaria la presenza di un ambiente nel quale sia possibile far girare HaRET. In realtà, al posto del kernel di Android si potrebbe scegliere di far partire qualunque altro kernel, il risultato sarebbe lo stesso, ovviamente, bisognerebbe conoscere bene sia il kernel da far avviare che le impostazioni da utilizzare nel file di startup per far lavorare al meglio lo smartphone con il nuovo sistema operativo.
E’già da un po’ di anni che la community di xda-developers sta lavorando al progetto del porting di Linux sui primi cellulari HTC (in Italia noti come Qtek) ed i primi risultati sono stati ottenuti con Xanadux sul Blueangel di HTC. L’avvento di Android, in seguito, ha deviato il target della community che ha iniziato - forte delle precedenti esperienze con Linux sugli HTC - a rilasciare pacchetti sempre più performanti con le diverse versioni del kernel Android. Si è partiti con la versione 1.1 e da poco è stato rilasciato il package che utilizza il kernel 2.0.1. Nell’ultima release si possono sfruttare quasi tutte le funzionalità che il Diamond mette a disposizione. Il sistema è molto stabile e veloce, il risparmio energetico può essere ancora migliorato ma è accettabile, bluetooth e wifi risultano essere efficienti e il touchscreen risponde perfettamente ai comandi già da qualche versione. Rimangono ancora non funzionanti il GPS e la Registrazione dalla Fotocamera. Il pacchetto completo può essere scaricato dal sito connect-utb.com al link:
http://www.connect-utb.com/index.php?option=com_rokdownloads&view=folder&Itemid=68&id=51:htc-raphael-diamond-blackstone
Al link indicato si trova una serie di release tra le quali, ovviamente, l’ultima del team XDA ma, essendo un file 7z, per decomprime il pacchetto sui sistemi Linux è necessario installare p7zip già presente nei repository di Ubuntu e di tante altre distro.
Installare Android, quindi, è semplicissimo, basta trasferire i file presenti nel pacchetto dal pc alla root della memoria interna del Diamond e poi sostituire il file startup.txt presente nella root con la versione corretta del Diamond che avete in mano, ricordando che esistono 3 versioni del Diamond: DIAM 100, 300 e 500. Per conoscere la versione esatta basta rimuovere la batteria e trovare la sigla DIAM seguita dal numero. Una volta scelto lo startup basta avviare HaRET ed il gioco è fatto, vi troverete nella schermata di avvio di Android senza rischio di brick in quanto non bisogna flashare i dati del bootstrap program nella rom del Diamond. Nella sezione Download del sito www.connect-utb.com si possono trovare anche diverse applicazioni da far girare con Android, ovviamente non c’è nulla di diverso come funzionamento rispetto ad un Android nativo per uno smartphone e la compatibilità è garantita con la versione del kernel Android installato.
La semplicità di installazione è sbalorditiva e ad ogni riavvio dello smartphone Android non perde né le configurazioni né i dati salvati in quanto memorizza i dati nella memoria interna che, ahimé, usa il fat32. Volendo si può far utilizzare ad Android un file system di tipo ext2 ma solo su versioni HTC che hanno la memoria espandibile con SD.
La versione del Diamond sul quale è stato testato Android è la DIAM100 la quale non ha lo slot per SD e quindi non c’è stata la possibilità di testare la validità della procedura che si trova comunque al seguente indirizzo: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=618785.
Maggiori informazioni sul progetto possono essere trovate nel wiki del team di sviluppo:
http://wiki.xda-developers.com/index.php?pagename=RaphaelLinux
o nel thread dedicato al progetto sul forum di xda-developers:
http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=402002&page=617
Daniele Di Vito aka Danielsun