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AROS, il Workbench libero

Era un progetto strampalato come tanti altri, ma oggi gira nativamente sui netbook, si collega a Internet via etere, accelera la grafica 3D e coccola i nostalgici del mitico Amiga. È AROS, ed è qui per restare.

pbesser dicembre 2010 Scarica in PDF

Era un progetto strampalato come tanti altri, ma oggi gira nativamente sui netbook, si collega a Internet via etere, accelera la grafica 3D e coccola i nostalgici. È AROS, ed è qui per restare.

di Paolo Besser

Oggi chi è in cerca di alternative a Windows ha soltanto l’imbarazzo della scelta. Se non vuole rinunciare a una casa madre che prepari tutto per lui e glielo venda, c’è MacOS X, mentre chi vuole rivolgersi al software libero può tranquillamente scegliere una qualsiasi distribuzione di Linux: da Ubuntu in poi, il mondo del Pinguino è variamente colorato e può soddisfare qualunque tipo di esigenza. Ci fu un tempo, però, in cui a lottare per la supremazia non erano solo i sistemi operativi, o le loro varianti, ma le intere piattaforme. Tra le più avveniristiche, ma non meno sfortunate, va necessariamente menzionata Amiga, una serie di macchine prodotta da Commodore a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, che al debutto – avvenuto proprio 25 anni fa – sbalordì tutti per le sue caratteristiche innovative: 4096 colori su schermo, audio stereo con campionamenti a 8 bit, interfaccia grafica a finestre e multitasking preemptive, quando i seriosi PC ragionavano ancora in termini di MS/DOS, si esprimevano gracchiando con il loro speaker e dipingevano il mondo in diverse tonalità di verde. Certo, c’erano anche degli altri concorrenti, in particolare il Mac e l’Atari ST, che con l’Amiga condividevano l’uso del processore Motorola 68000, ma la superiorità tecnica della macchina Commodore era un fatto riconosciuto. Il mercato, però, non guarda in faccia a nessuno e l’Amiga si avviò a un lento ma inesorabile oblio, con l’eclatante fallimento della sua casa madre e un incredibile groviglio di compravendite, passaggi di mano, promesse di rilancio mai mantenute e battaglie legali a seguire. Oggi, di quel mondo, rimangono tre sistemi operativi: l’AmigaOS originale, un prodotto commerciale oggi in mano della software house belga Hyperion, lo storico “rivale” MorphOS e una variante open source che, negli ultimi due anni, ha raccolto sempre maggiori consensi, AROS (www.aros.org).

Non è solo gratuito

AROS, acronimo ricorsivo di AROS Research Operating System è, per dirla con le parole degli stessi sviluppatori, “un sistema operativo per il desktop efficiente, leggero e facile da usare, pensato per rendere produttivo e piacevole l’uso del computer. È un progetto autonomo, libero e indipendente dalla piattaforma, pensato per essere compatibile con AmigaOS a livello di API, ma dotato di caratteristiche più avanzate”. Il che significa, in parole molto povere, che è per Amiga ciò che Linux rappresentò per Unix, una riscrittura open source del sistema operativo su cui possono girare gli stessi programmi, a patto però che vengano ricompilati. AROS scardina i diktat dell’informatica moderna e ripropone un approccio minimalista e lineare, ma non per questo meno affascinante, verso il computer: è il programmatore che deve fare attenzione a ciò che scrive, perché un suo errore può compromettere la stabilità dell’intera macchina che però, in cambio, offre tempi di reboot estremamente rapidi, che variano tra i cinque e i venti secondi in base alla potenza dell’hardware e al numero di servizi aggiuntivi – che da buoni amighisti chiamiamo Commodities – lanciati all’avvio. AROS, inoltre, si presenta nel modo più anacronistico di tutti: scaricando le nightly build, unico sistema per mettere le mani su qualcosa di ufficiale, troveremo soltanto il sistema operativo ad attenderci. Niente browser, niente player multimediale… solo pochi programmi di utilità e di svago, proprio come ai tempi di AmigaOS 3.1. Chi vuole queste comodità può rivolgersi però a due distribuzioni, Icaros Desktop (www.icarosdesktop.org) e Broadway (www.aros-broadway.de), oltre che a diversi siti da cui è possibile scaricare il – relativamente poco – software creato o portato da terzi. Una volta avviato, AROS si presenta con un desktop, pardon, con un Workbench completamente pulito, con poche icone sullo schermo e una barra unificata dei menu sul lato superiore dello schermo, a cui si accede con il tasto destro del mouse. In un tempo in cui i sistemi operativi si preoccupano di fare tutto, a volte in modo piuttosto invadente, AROS lascia che a decidere su qualunque cosa sia l’utente finale che, “naturalmente”, è sempre l’amministratore del computer e quindi non deve inserire password o pensare alla logica dei permessi per utilizzarne le risorse. Anche la configurazione dell’hardware è manuale ma, per fortuna, molto più semplice di quella di Linux nei suoi primi anni di vita. L’hardware supportato dai driver non è tantissimo, ma più che sufficiente per una grande varietà di computer, tra cui spiccano particolarmente nettop e netbook: su questi sistemi, normalmente lenti, AROS fa una figura decisamente migliore.

Alternativa possibile

A sviluppare AROS è un gruppo molto ristretto di persone, che portano avanti il progetto quando possono e in base alle loro specifiche aree di competenza. Nonostante questo, alcune soluzioni tecniche sono davvero affascinanti: lo stack USB Poseidon, per esempio, offre opzioni che raramente si trovano negli altri sistemi operativi; a gestire l’accelerazione 3D ci pensa un port di Gallium 3D e dei driver Nouveau; la compatibilità con i file binari di AmigaOS non è prevista al di fuori di un eventuale porting di AROS per processori 68K, ma esiste pur sempre una versione ad-hoc di UAE (Janus-UAE, http://o1i.blogspot.com) che offre un ottimo livello di integrazione tra le vecchie applicazioni di AmigaOS 3.x e quelle nuove di AROS. Insomma, per concludere, si tratta di un sistema operativo in crescita che merita un po’ di attenzione e, soprattutto, che può rappresentare una nuova sfida per chi, ormai pienamente soddisfatto della sua distribuzione di Linux, vuole provare qualcosa di ancora più alternativo che, per adesso, rappresenta un’altra sfida. Un po’ come una terra vergine da colonizzare: con driver, giochi, applicazioni, librerie e tool di ogni genere. Chi se la sente di dare una mano?

Il livello di integrazione raggiunto da Janus-UAE tra applicazioni AROS e AmigaOS 3.x (in emulazione) è davvero notevole: i due ambienti sono praticamente indistinguibili.

Il livello di integrazione raggiunto da Janus-UAE tra applicazioni AROS e AmigaOS 3.x (in emulazione) è davvero notevole: i due ambienti sono praticamente indistinguibili.

Janus-UAE alle prese con Rod-Land. Bisogna ammettere che parte del fascino di Amiga deriva dai suoi videogiochi, che possono funzionare in emulazione. A patto di avere le ROM originali.

Janus-UAE alle prese con Rod-Land. Bisogna ammettere che parte del fascino di Amiga deriva dai suoi videogiochi, che possono funzionare in emulazione. A patto di avere le ROM originali.

I netbook sono una piattaforma ideale per un sistema operativo leggero come AROS. Del resto, sono computer pratici ed economici, come potevano esserlo all’epoca l’A500 e l’A1200!

I netbook sono una piattaforma ideale per un sistema operativo leggero come AROS. Del resto, sono computer pratici ed economici, come potevano esserlo all’epoca l’A500 e l’A1200!

Lo sviluppo del programma di disegno AmiFIG è stato ripreso di recente e portato anche su AROS. Le applicazioni di pregio sono poche, ma cominciano a crescere.

Lo sviluppo del programma di disegno AmiFIG è stato ripreso di recente e portato anche su AROS. Le applicazioni di pregio sono poche, ma cominciano a crescere.

Dato che il browser OWB non supporta Flash, qualcuno si è inventato uno script capace di passare i filmati in streaming a Mplayer. Il risultato è incoraggiante.

Dato che il browser OWB non supporta Flash, qualcuno si è inventato uno script capace di passare i filmati in streaming a Mplayer. Il risultato è incoraggiante.

Amiga era una piattaforma piuttosto in voga tra chi amava fare musica. Ci sono dunque alcuni tracker anche per AROS, oltre a BigBand e al programma commerciale Audio Evolution

Amiga era una piattaforma piuttosto in voga tra chi amava fare musica. Ci sono dunque alcuni tracker anche per AROS, oltre a BigBand e al programma commerciale Audio Evolution

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